CONSIGLIO COMUNALE SU ATM,TRANCHIDA RIBADISCE: DECIDO IO. FIOCCANO GLI AVVISI DI QUERELA NEI SUOI CONFRONTI

Che il caso ATM dovesse approdare in un’aula di tribunale l’avevamo scritto già nei primi giorni nei quali è scoppiato; che ci potesse essere una accelerazione con la seduta straordinaria del consiglio comunale, anche questo era nelle cose. Lo era anche che il Sindaco Tranchida utilizzasse il sistema-denunzia: fa parte della sua tipicità;qualcuno, anche in consiglio, lo ha ricordato, in particolare la consigliera Garuccio. Un sistema, si dice, per intimorire gli avversari, ma non sempre funziona.

Anche oggi la scena si è ripetuta. Il consiglio comunale sul caso ATM, voluto dalle opposizioni, era appena cominciato, la parola al Sindaco che subito ha annunciato: “vi avverto che verbale e videoregistrazione di questa riunione saranno trasmessi alla Procura”. Conosceva già il seguito ?Forse perché consapevole delle sue gravissime affermazioni su quanto sarebbe accaduto la sera del 30 dicembre dello scorso anno quando “ in piena pandemia, c’erano consiglieri di amministrazione che negli uffici dell’ATM erano intenti a strappare carte!!”. Lì si è scatenato il finimondo, nel vociare -la riunione era in streaming – si sono colte le grida dei consiglieri di opposizione che chiedevano fossero fatti i nomi e ancora se avesse provveduto a fare una denunzia. Non è arrivata risposta, neanche dopo, quando è tornata la calma. Non ha detto per quali fini sarebbero state distrutte le carte, mentre c’è una indagine in corso che riguarda l’ex amministratore dell’ATM. Questa parte dell’intervento del Sindaco  è stata ripresa dal consigliere Lipari che, rivolto al Presidente del consiglio, lo ha invitato “ ad informarsi ufficialmente se sui fatti esposti dal Sindaco fosse stata fatta una denunzia. Se non risultasse, Lei Presidente, nella qualità, deve denunziare il Sindaco per omissione o per diffamazione”. Ma sullo stesso argomento il cronista sa che almeno due denunzie di attuali ( o ex, da vedere) consiglieri di amministrazione contro Tranchida saranno presentate nei prossimi giorni in Procura. Potrebbero avere compagnia. Vedremo

 Torniamo al consiglio comunale. Tranchida ha parlato per circa due ore, fino a stancare sia i consiglieri che quelli che gli ascoltatori. Cosa ha detto? Ha parlato di tutto, allargando il suo discorso allo scibile: dalla Trapani Servizi a Musumeci, fino alla Trapani città della cultura. Nel concreto, ha rivendicato la giustezza del suo operato citando carte e leggi che gli darebbero ragione. Dal suo intervento si sono appresi fatti sino ad orasconosciuti: già nel 2019, nonostante il consiglio comunale nella relazione di fine anno sulla partecipata aveva stabilito doversi procedere ad una “razionalizzazione”, cioè in continuità con le linee programmatiche già stabilite, il Sindaco, come ha denunziato nel suo intervento il consigliere Domenico Ferrante, interpellava altri comuni;addirittura interessava notai per l’allargamento della società ai comuni vicini (sappiamo che questa ipotesi è miseramente fallita ndr). Per questi motivi,nel febbraio dello scorso anno, aveva nominato nelconsiglio di amministrazione anche il commercialista Francesco Murana e l’avv. Sabrina Giudici. Come è noto i due sono stati, all’inizio di quest’anno,premiati con la Presidenza e vice presidenza della partecipata. Nel suo intervento Tranchida ha tenuto più volte a far sapere che era Lui a decidere, punto e basta. Lo ha detto anche rivolto alla Camera penale, più volte citata polemicamente. Risparmio la cronaca di qualche contumelia nei confronti di qualche consigliere d’opposizione, i soliti. Anche a questo la città – muro di gomma – si è abituata.

Dopo il suo intervento Tranchida si è allontanato, per un improvviso lutto ha giustificato il Presidente. Non ha potuto seguire le repliche dei consiglieri: la consigliera Garuccio, che più volte ha sfidato il Sindaco “non ho paura delle sue minacce”;  Giuseppe Lipari, che ha esortato iconsiglieri comunali, in particolare i giovani, “ a non prestarsi a fare gli Yes Men”, invitando anche lui a mandare gli atti del consiglio in procura,  infineDomenico Ferrante. C’era attesa per quest’ultimo.

Tra lui ed il sindaco è scoppiata la “guerra dei ragionieri”, dal loro titolo di studio (come sempre a provocare è il solito). Ferrante non ha deluso:” da giorni leggo carte, mi informo, chiedo, dovrebbero farlo tutti i consiglieri”, fino ad arrivare alla conclusione che in “virtù dello Statuto del Comune e della stessa ATM – ed ha letto gli articoli specifici – l’avv. Zaccarini e l’avv. Carpinteri sono ancora a tutti gli effetti consiglieri dell’ATM non essendosi mai dimessi. Il Sindaco avrebbe dovuto surrogare i due, Murana e Giudici, loro si dimissionari”.

La sua conclusione: “in questo momento il CdA dell’ATM è composto da sei consiglieri ( i quattro nominati da poco ed i due mai dimessi), lo statuto arriva a cinque. Questo CdA è illegittimo, ne prenda atto il consiglio comunale, ma anche il Segretario Generale, gli organi di controllo dell’ATM”. Qualcuno, non più il Sindaco, dovrà rispondergli, come dice lui “leggendo le carte”. Di ATM scriveremo ancora, nonostante le citazioni e gli avvisi di possibile querela del Sindaco anche ai giornalisti. Pardon, al giornalista.

                                                                         Aldo Virzì

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