A ERICE RISPUNTA L’IPOTESI MOZIONE DI SFIDUCIA

Alessandro Barracco, consigliere comunale cinque stelle a Erice, al quale tutti riconoscono un notevole  spessore culturale e morale e per questo “premiato” prima con la presidenza, all’unanimità, della prima commissione e recentemente con la vice presidenza del consiglio ,rompe il silenzio dell’aula per primo con una proposta dirompente: “ abbiamo letto le cronache dei giornali, al momento non entriamo nel merito ma propongo che in tempi brevi tutti i consiglieri comunali producano una copia del certificato dei carichi pendenti. Dobbiamo guardarci negli occhi. Dobbiamo il massimo rispetto per la comunità che ci ha eletto”. Un consigliere suggerisce:” anche la giunta, che è assente dall’aula”; pronto Barracco:”hai ragione, anche la giunta, mi farò carico di comunicarglielo”. E’ il primo atto di una tempesta che si sta formando nello storico palazzo Cordici. Tenta di metterci una pezza il presidente Nacci, ricordando la non obbligatorietà, Barracco è inflessibie: “ concordo nessuna obbligatorietà, ma chi non lo mostra dovrà spiegarne i motivi”. E’ un altro Alessandro, cognome Manuguerra, a intervenire per primo: “ io concordo con la proposta, anche se non porterò il certificato perché conoscete tutti la mia posizione, il processo a mio carico dal quale uscirò pulito”. Anche Simona Mannina, la consigliera comunale finita nella cronaca dei giornali, ma soprattutto nei verbali della polizia, è decisa: “ nessun problema, io porterò il certificato sui miei carichi pendenti. Non ho nulla di cui vergognarmi”. Seguono, concordi i due Vassallo, anche loro favorevoli. Dagli altri un tacito consenso, prossimamente questi certificati, forse non di tutti, finiranno sul tavolo del segretario generale. Scopriremo novità?

Ma nel mezzo di questo dibattito in consiglio viene buttata un’altra bomba che rischia di fare più danni. La “tira” il consigliere Giuseppe Vassallo ponendo il problema di un’auto scioglimento del consiglio comunale, ipotesi poi scartata perché la giunta rimarrebbe al suo posto. Si capisce che la Sindaca Toscano e la giunta sono il vero obbiettivo, allora meglio il “ tutti a casa”: come? Riprendendo la vecchia mozione di sfiducia rimasta in un cassetto, anche se protocollata perché mancavano tutte le sette firme. Questa volta il clima è diverso, anche la geografia politica dell’aula è diversa, le firme necessarie potrebbero essere raccolte e un voto sulla mozione potrebbe avere esiti imprevisti. Non è un caso che la consigliera Mannina si autocandida a ripescare la vecchia mozione, riaggiornarla e raccogliere le firme: sei sono sicure, ne basta una per raggiungere il quorum necessario. Di chi tra i consiglieri fuoriusciti, oltre ai sei noti, ha uno o mille motivi di rivalsa, se ne possono contare almeno un paio. Insomma le nebbie ericine si infittiscono ma possono improvvisamente diradarsi…….definitivamente!

                                                                     Aldo Virzì