IL MAESTRO DIRIGE, LA BANDA ESEGUE DOPO IL CAOS ATM ECCO IL CASO FUNIERICE

In un sol colpo di spugna, come se fosse un colpo di scena, la più grande delle sceneggiature teatrali, l’amministrazione Ericina decide di mettere mani allo Statuto della FuniErice , eliminando, di fatto, i poteri e le funzioni della classe dirigenziale, in particolare del Direttore Generale, peccato che questo non è teatro bensì REALTÀ. 

L’amministrazione propone al consiglio comunale l’azzeramento e il ridimensionamento del funzionamento delle figure apicali gestionali (poteri e compiti del Presidente del CdA, senza prevedere quelli dell’eventuale Amministratore Unico che vengono lasciati tutti in sospeso ed in balia delle deliberazioni dell’assemblea dei soci che dovrebbe stabilirli ad ogni rinnovo o cambiarli e modificarli a seconda del proprio gradimento). Una proposta che porta all’eliminazione di fatto della figura e dei compiti del Direttore Generale che è parte integrante della pianta organica della società.

In poche parole la proposta mira a far fuori , sostanzialmente, un gruppo di persone il cui peccato originale, con ogni probabilità, è quello di non rispondere a determinati dictat.

Poco conta se poi questo gruppo negli anni ha lavorato in maniera esemplare prendendo una società come la FuniErice inizialmente con gravi deficit economici portandola allo splendore che merita con milioni di utili,  poco conta che con abnegazione e spirito di sacrificio il direttore generale ha lavorato durante la malattia pur di portare avanti un progetto per il bene della collettività e della stessa partecipata. 

Ad Erice conta solo il coup de theatre, abilmente studiato a tavolino. Evidentemente non si premia chi lavora, la professionalità, la competenza.

Ma questa sceneggiatura è ancor più sconvolgente, e mi consenta l’amministrazione, deplorevole proprio perché studiata e realizzata in un momento in cui uno dei diretti interessati non può difendersi perché si trova in uno stato di salute che non gli consente di tutelare i propri diritti e far sentire la propria voce, situazione notoria ad Erice.

Eh sì, ad Erice accade anche di non aver rispetto dello stato di salute altrui…ora la mano, prima sulla coscienza, passa al consiglio comunale, vedremo se i consiglieri risponderanno o meno ai dictat ovvero riconosceranno il ruolo e il lavoro di chi si è speso per il nostro territorio meritando – sul campo e non per altro – ben altro trattamento. 

Non vorrei che domani questi consiglieri ne dovrebbero rispondere…

                                                    Dott.ssa Simona Mannina

                                 Consigliera comunale di Erice

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