San Vito lo Capo, negata la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki: dubbi sulle motivazioni

Doveva essere un atto di solidarietà e di civiltà, ma a San Vito Lo Capo il consiglio comunale ha preferito nascondersi dietro formalismi di maniera per dire NO; no al riconoscimento della cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, il giovane studente universitario egiziano da mesi nelle carceri del suo Paese con accuse inventate da un governo che non conosce la democrazia. Una storia, la vicenda di Zaki, che somiglia molto a quella di Regeni, il nostro giovane ricercatore universitario assassinato dai servizi segreti egiziani. Zaki studiava all’università di Bologna e al Cairo era tornato per una breve vacanza con i genitori, è stato arrestato dai servizi. Il suo caso ha scosso l’Italia e in molti comuni vi sono state manifestazioni di solidarietà, compresa la cittadinanza onoraria. Non a San Vito lo Capo, con motivazioni risibili “ perché non residente, personalità non legata alla città per nascita, per non essersi distinto particolarmente”, non può ottenere la cittadinanza onoraria. A Zaki e alla sua famiglia per il consiglio comunale può bastare una solidarietà pelosa.

Insorge, ovviamente, chi ha proposto la cittadinanza onoraria per Zaki, ed in particolare il PD sanvitese che in un comunicato, dopo aver espresso il suo dissenso per la decisione aggiunge: “Tutti sappiamo, invero, che non sono le specifiche iniziative di Zaki a renderlo meritevole del riconoscimento della cittadinanza, bensì valori assoluti di libertà ed autodeterminazione che hanno spinto
decine di comuni della nostra Nazione a concedere a Patrik un simile
onore. Troviamo incoerente il comportamento di questa Amministrazione che, da
un lato, chiede verità per Giulio Regeni e concede la cittadinanza
onoraria alla Senatrice Liliana Segre e, dall’altro, la nega allo studente egiziano”. Aggiunge Valentina Villabuona, presidente provinciale del PD: “ Poteva il Comune di San  Vito lo Capo unirsi con questo piccolo gesto a
tanti altri comuni italiani tra cui Milano, Bologna, Bari, Treviso,
Napoli ed invece rinuncia a tutelare libertà di pensiero, di
espressione e di partecipazione alla vita pubblica che sono pilastri
del nostro sistema democratico, senza un reale motivo.  La tutela dei diritti  è trasversale e dovrebbe unirci tutti”.

                                                                                                        Aldo Virzì