TRASMETTERE DATI FALSI PER EVITARE ALLA SICILIA LA ZONA ROSSA

L’accusa è pesante: venivano alterati i dati da trasmettere al ministero per evitare che la Sicilia diventasse zona rossa. “ Un disegno politico scellerato”, scrive il Gip di Trapani Caterina Brignone nel provvedimento con il quali sono stati mandati agli arresti domiciliari Maria Letizia Di Liberti la dirigente del Dipartimento attività sanitaria e osservatorio epidemiologico della Regione, cioè il dirigente che raccoglieva e trasmetteva i dati al ministero della sanità; agli arresti domiciliari anche Salvatore Cusimano dell’assessorato regionale all’industria e Emilio Madonia, tecnico che lavora per la ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato. Ma indagati sono l’assessore regionale alla sanità Razza il suo vicecapo di gabinetto Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del dipartimento che ha al vertice la dottoressa  Maria Letizia Di Liberti. A quel disegno politico scellerato sarebbe stato estraneo il presidente della regione Musumeci, ci tiene a precisarlo nella sua ordinanza il GIP che aggiunge, “ pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”. Lo stesso Musumeci si è subito affrettato ad esprimere, da rituale, fiducia alla magistratura, ma anche fiducia nel suo assessore.

Ma perché i provvedimenti sono stati emessi dalla Procura di Trapani? In realtà, secondo le prime indiscrezioni, si sarebbe trattato di una scoperta causale fatta dai magistrati trapanesi indagando sullo scandalo di un laboratorio di analisi alcamese che manipolava i dati tra tamponi positivi e negativi.

L’indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto facente funzioni  Maurizio Agnello e dai sostituti Francesca Urbani e Sara Morri, subisce una svolta quando, “incuriositi” giudizialmente da alcune conversazioni telefoniche che partendo dai soggetti indagati alcamesi arrivavano ai dirigenti palermitani dell’assessorato sanità, i magistrati hanno deciso di approfondire l’indagine arrivando alle conclusioni di oggi. L’indagine, che è ancora all’inizio, è stata già trasmessa per competenza alla Procura di Palermo.

                                                                               A.V.

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