Trapani, La città immune al Virus che sta morendo

Un SUV bianco, tirato a lucido, si ferma davanti all’ingresso di un noto supermercato alla periferia della città. Ne vengon fuori trafelate una madre con tre bambine, tutte rigorosamente senza mascherina, e, noncuranti della fila e delle rimostranze del sorvegliante all’ingresso a regolare il flusso dei clienti, si introducono all’interno.
Tra le corsie e gli scaffali manipolano di tutto: insalate, pomodori, frutta, carne, il pane. Prendono, guardano, annusano e rimettono a posto tra gli occhi increduli e costernati degli altri clienti e le rimostranze degli impiegati.
Alla fine, con poca mercanzia tutta rigorosamente tra le mani senza guanti, si dirigono alle casse, pagano e vanno via.
Gli unici luoghi dove si può incontrare un poco di movimento, a Trapani, sono i supermercati. Per il resto la città sembra vivere nella sua post-apocalittica e surreale realtà.


La via Fardella, la dorsale principale, vede scorrere un traffico sonnecchiante mentre sparute persone ne percorrono i marciapiedi laterali.
Il centro storico, se possibile, è ancora più desolato. Mentre si moltiplicano i cartelli che segnalano la chiusura o sospensione delle attività commerciali.
Trapani è da oltre 28 giorni una città “Covid free”, che registra cioè contagi zero.


Eppure, ugualmente, la città sta morendo. L’economia è ferma, il turismo, dopo la drastica riduzione delle tratte aeree sostenute dagli oneri di servizio pubblico, sono ridotti a ben poca cosa ed i vantaggi paesaggistici, monumentali e naturalistici da soli non riescono a contrastare il trend negativo.
Sbaglierebbe chi ritenesse che l’entusiasmo anti-covid, che sta peraltro conquistando prime pagine nei quotidiani nazionali, costituisca un esempio positivo.
Ci troviamo nel feudo di Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, che ha adombrato tutti gli altri sindaci del territorio. Quando si parla di Trapani, anche in riferimento all’intero territorio provinciale, è lui a dettare la linea. Gli altri sindaci annaspano, balbettano, si adeguano oppure si accodano. La debolezza della classe politica locale appare in tutta la sua sconcertante evidenza.
L’unico ad alzare la voce è il Commissario Straordinario del Libero Consorzio comunale di Trapani, Raimondo Cerami, che ha ingaggiato con il ras del capoluogo una tenzone dialettica via via crescente.
Ma anche il dato positivo dei contagi è argomento utile per celebrare un culto della personalità cui Tranchida non si sottrae e che, anzi, quando può alimenta. Decide, ordina, sentenzia, con una verbosità ed un uso temerario dell’italiano che lo ha pure fatto diventare icona meme sui social.


La città dei zero casi in oltre 28 giorni gioisce del primato, ma ha poco da celebrare, per evitare gli venga ricordato di essere priva di senso civico da sempre o dei troppi “scimuniti” (stupidi) che vanno in giro senza rispettare gli ammonimenti del primo cittadino.
Con carpiati degni dei migliori nuotatori, il sindaco è passato dal ruolo di sceriffo che ordinava chiusure e quarantene a quello di antagonista del Governo rivendicando aperture e avviando ricorsi contro i DPCM, finiti poi nel peggiore dei modi per lui, fino a cavalcare l’idea delle spiagge chiuse perché i suoi esperti gli hanno suggerito che, nella città del Vento, Trapani, le goccioline di saliva di chi va al mare rischierebbero di contaminare tutta la città.
Insomma si preannuncia un’estate calda, molto calda, per il trapanese medio.
Ma Trapani è questa: la città langue da mesi ed il sindaco, amatissimo e votatissimo da un elettorato sempre orientato verso l’uomo forte di turno, si gode il primato mentre assiste alla propria estinzione.
Come Bodie, in California, ma senza gli echi blues di the Joshua Tree, Trapani vede ridurre la popolazione residente di anno in anno. Oltre a prepararsi ad un impoverimento territoriale se davvero le frazioni che la collegano all’aeroporto si costituiranno in Comune autonomo.


Contraddizioni che si sommano ad altre, numerose: come, ad esempio, l’economia di diverse attività commerciali ancora attive nelle mani degli abitanti dei comuni vicini che non risparmiano critiche alla Città da cui pure, e ancora, ricevono sostentamento.
Una città vecchia, culturalmente, anche quando a parlare sono i giovani. Perlopiù ritenuti “assembratori” seriali dagli amministratori locali.
Una navigazione a vista durante la quale Trapani si era pure aggiudicata, tra altre cose, anche l’Europeade 2021, il più grande festival Folk d’Europa. Ma, anche in questo primato, Trapani dovrà accontentarsi di un rinvio per consentire alla Lituania (Klaipėda) di recuperare l’edizione annullata quest’anno.
Guai a dirle queste cose, però, a Trapani. La difesa a oltranza del primo cittadino è senza tentennamenti: “meglio chiusi che malati”, tuona un commento su Facebook.
Da queste parti il sempre peggio è preferito al buonsenso. Perché il buonsenso è pericoloso, soprattutto quando non è quello comune. Che è fondato su uno smisurato individualismo che viene bene interpretato dal primo cittadino.
L’alternativa al contagio da covid non è la riorganizzazione dell’esistenza collettiva, della propria economia, della vita sociale. No, qui il vaccino contro il Covid-19 è stato scoperto e somministrato: si chiama letargia.


Ogni voce dissonante è, ovviamente, espulsa e privata di ogni diritto di cittadinanza perché, anche la democrazia e le libertà costituzionali, a Trapani, sono pericolose particelle complici del virus in non si sa bene quale attività. Mentre le casse di risonanza di parte dell’informazione locale sfumano gli interrogativi, zittiscono i dubbi.
Una città, insomma, ripiegata su se stessa che, mentre celebra la propaganda sulle proprie bellezze, si riduce ai minimi termini, rivendica il passaporto sanitario, in un tronfio isolamento che non riempirà le bellezze di cui dispone: né di persone né tantomeno di economie.
Il tutto, mentre libertà e diritti fondamentali, vengono ridotti alla stregua di elementi pericolosi, complici del contagio senza che venga mai definita la via d’uscita da un paternalistico isolamento che alimenta la dipendenza dalle “concessioni” anziché emancipare la collettività dalla paura e dal suo distruttivo individualismo.
Contagi zero, quindi, come la prospettiva verso cui si muove il futuro di questa cittadina.

Gianluca Fiusco