FUNIERICE. IL BOTTA E RISPOSTA TRA PROPRIETA’ E AMMINISTRATORI “LICENZIATI” AUMENTA IL GIALLO

Fin dal primo giorno abbiamo scritto che la decisione finale sulla FuniErice la prenderà la magistratura. Una convinzione che si è rafforzata seguendo i fatti, i comunicati e, soprattutto, le “carte”. Un “invito” a delegare la magistratura a fare piena luce su questa assurda, e per molti versi kafkiana, vicenda, inconsapevolmente lo provocano i due soci della partecipata ( Libero Consorzio e comune di Erice) in quel comunicato a suo modo giustificativo e accusatorio del “licenziamento” del CdA, con l’accusa soprattutto al presidente Franco Palermo di “dubbi sulla correttezza, deteriorando il rapporto con la proprietà”. Ancora, citando la convocazione dell’assemblea straordinaria del 12 maggio “convocata a cura dei soci stessi a causa dell’inerzia del CdA appositamente sollecitato “, concludono che è “cessato il rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere con i soci per la reiterata violazione degli obblighi di trasparenza, di diligenza e di fedeltà e lealtà”. E siccome non erano terminate le accuse, ecco fare cenno anche cenno alla  “improcrastinabile osservanza della legalità”.

 Insomma accuse gravi, anche se generiche, che necessitano di una risposta. Che è arrivata, diversa da quella che si poteva attendere, non nel tono, volutamente soft per rimarcare il diverso stile, ma che in un passaggio fa comprendere quanto tutta la vicenda non sia affatto risolta. Scrive Palermo: ”non entrando volutamente nel merito che potranno essere oggetto, ove necessario, di successivi ed eventuali approfondimenti” che equivale ad una ennesima denunzia alla magistratura, che andrebbe a  sommarsi a quella che sarebbe stata già trasmessa per il ricorso al Tribunale  e comunicata agli stessi e al notaio, e che fa riferimento alla contestata assemblea nella quale il notaio si è rifiutato di avvallare le modifiche statutarie  votate in consiglio comunale, perché considerate “ contrarie alla legge”.

Torniamo al comunicato di Palermo che, indirettamente, rispondendo al comunicato dei due soci, preferisce rimarcare come “nei quasi nove anni ininterrotti di gestione della FuniErice Srl, ho sempre compiuto atti con la assoluta condivisione dei CDA in carica e in piena armonia d’intenti con le rappresentanze delle due Amministrazioni succedutesi negli anni”. Una correttezza accompagnata da ”incontestabili successi gestionali premiati con tre riconferme, l’ultima delle quali dieci mesi fa”. Per questo motivo dice “valuto inappropriate e lesive dell’onore e del decoro del sottoscritto e di tutto il CdA le considerazioni contenute nella nota congiunta”. Sembra inoltre di capire che avrà molto da dire a proposito della cosiddetta mancata convocazione di assemblea, e non in modo generico, ma con le carte. Continuando con lo stesso stile iniziale conclude augurando buon lavoro al futuro Amministratore “ a cui non farò mancare la collaborazione in occasione del passaggio delle consegne”. Che non si sa quando saranno ufficializzate, non a caso la parola “futuro”, perché come  fa capire, dovranno essergli  comunicate ufficialmente anche con la data e, soprattutto, accompagnate dal verbale della riunione che sancisce la decisione del “licenziamento” e la nomina del nuovo amministratore, corroborato dall’altro verbale di assemblea di modifica delle norme statutarie.

Che le motivazioni addotte a causa del licenziamento siano quanto meno strumentali e che nasconderebbero in realtà, come è stato osservato da più parti, l’obiettivo, lecito anche se discutibile, perseguito dalla Sindaca Toscano sulla creazione insieme al comune di Trapani della mega partecipata, appare ovvio. Quel che appare oltremodo discutibile sono i metodi per arrivarci, come il “licenziamento” del CdA e, domani, del Direttore Generale che rappresenterebbero un ostacolo al progetto. Tutto comunque appare ancora nebuloso, si attendono reali chiarimenti: devono essere dati ai “licenziati”, ma anche ai consiglieri comunali e alla stampa. Ai consiglieri comunali e al CdA, ma non solo a loro, deve essere chiarito quali norme del nuovo statuto sono state applicate e accettate dal notaio: se quelle votate dal consiglio comunale di Erice e ritenute, in parte, “contrarie alla legge” dal notaio che lo avrebbe anche messo a verbale, o altre nuove norme statutarie, non conosciute e non votate da nessuno. Secondo i si dice, ma sono solo indiscrezioni non confermate, il notaio queste ultime le avrebbe recepite nell’ultima seduta e sancito il “licenziamento” del CdA. Se così fosse, si fa notare, al verbale dovrebbero essere allegate le delibere sia del commissario che del comune di Erice, con le modifiche allo stato “sconosciute”. Di quel verbale non c’è ancora traccia ufficiale. Insomma, tutto rimane nel limbo, tranne il comunicato alquanto velenoso a firma dei due soci dell’avvenuto “licenziamento” del CdA, comprensivo delle ipotetiche accuse/motivazioni e della nomina al loro posto di un rispettabile ma sconosciuto commercialista palermitano, sicuramente con una lunga esperienza di gestione di società funiculari o, comunque, di trasporto pubblico. Kafka non avrebbe saputo scrivere di meglio.

                                                                                Aldo Virzì

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