Tranchida e Pagoto, due sindaci indagati: il balletto delle assunzioni

E alla fine l’autodefinitosi il più puro dei puri, l’uomo delle minacce del ricorso perenne alla magistratura, è finito  nei registri degli indagati….. dalla magistratura. Avviso di garanzia per Giacomo Tranchida, attuale sindaco di Trapani, in passato, e questa volta come vedremo è d’obbligo ricordarlo, sindaco di Erice, precedentemente sindaco di Valderice ed anche consigliere provinciale. L’accusa pesante è di falso in atto pubblico ed ancora di “turbata libertà di procedimento del contratto”, formula astrusa che potremmo riassumere nell’essere stato il principale artefice (“ istigatore  e autore materiale”) di un raggiro burocratico degno di miglior causa, per assicurare a due ASU, cioè due delle centinaia di precari in servizio a Erice, una prima sistemazione definitiva al comune di Favignana per raggiungere il traguardo finale: il comune di Trapani.

Ma mettere in atto tutti questi raggiri non puoi farlo, dicono gli investigatori, se non hai trovato le necessarie complicità. La prima, la più importante e obbligatoria, quella del Sindaco di Favignana, ora ex, Peppe Pagoto già investito dell’operazione “aegades” e che solo da due giorni ha riacquistato la libertà. Una “collaborazione” tra Sindaci, Trapani e Favignana, ovviamente, inventata da Tranchida e accettata da Pagoto, codificata attraverso un “atto di indirizzo inerente l’intesa generale tra i comuni di Trapani e Favignana per l’efficienza dei servizi comunali, prevedendo lo scambio di personale dipendente tra i due Enti attraverso gli istituti di comando, mobilità etc”. Era l’obiettivo finale. In precedenza, Tranchida sindaco di Erice, doveva costruire il percorso per il trasferimento da Erice a Favignana dei due “eletti”, che partiti da Erice come Asu (Attività Socialmente Utili) non avrebbero fatto alcuna selezione per la loro stabilizzazione, ma sarebbero stati premiati non solo con la stabilizzazione a tempo indeterminato ma anche inquadrati nella  categoria B, cioè di impiegati, attraverso la modifica della pianta organica e la parte di bilancio relativa ai loro stipendi. Ancora un anno di lavoro nell’isola, poi Tranchida, che nel frattempo è il Sindaco di Trapani, richiamava l’accordo tra i due comuni che prevedeva lo scambio di personale dipendente: i due “eletti”, insomma dovevano essere trasferiti a Trapani.

Questa la prima delle due storie in pillole. L’indagine conclusa con avvisi di garanzia riguarda sempre Favignana, sempre assunzioni di personale. Dare, anche con falsi in atti pubblici, un forma giuridica di assunzione definitiva a sei persone, alcune laureate, che avevano prestato servizio presso l’area Marina Protetta. Anche in questo caso, secondo la Procura, si sarebbe trovato l’escamotage forzando la legge Madia sulle stabilizzazioni. I sei avevano prestato servizio preso l’Area Marina Protetta con delle collaborazioni e comunque non dipendenti dall’AMP. Secondo gli inquirenti questo tipo di rapporto non rientra tra le norme applicative della legge Madia. Anche in questo caso sarebbero stati commessi dei falsi dall’ex sindaco Pagoto e dai funzionari pubblici.

L’indagine che è stata coordinata dai sostituti procuratori Rosanna Penna e Matteo Delpini, sono state condotte dalla guardia di finanza e rappresentano un troncone ( definitivo?) dell’indagine “Aegades”. Oltre al Sindaco Tranchida e all’ex Sindaco Pagoto, avvisi di garanzia sono stati notificati anche all’ex assessore del comune di Favignana Sammartano, ai funzionari pubblici: il segretario comunale del periodo Alfonso Spataro, Patrizia Salerno, Vincenzo Barone, Leonardo Di Benedetto,  Gianfranco Genovese ed il comandante della polizia municipale  Filippo Oliveri, attualmente agli arresti domiciliari per il primo troncone dell’indagine.

                                                                           Aldo Virzì