SINDACO DANIELA TOSCANO: LE MOTIVAZIONI DEL TRIBUNALE DEL RIESAME RIBADISCONO LA CORRETTEZZA DEL MIO OPERATO

“Le motivazioni del Tribunale del Riesame di Palermo ribadiscono con forza la correttezza del mio operato e rappresentano, per quanto mi riguarda, una ulteriore assunzione di responsabilità e d’impegno. La misura del divieto di dimora, annullata dal “Riesame”, ha ridato serenità alla mia persona ed alla mia famiglia, ma ha oggettivamente penalizzato la comunità ericina, che ha dovuto fare i conti con una condizione di estrema incertezza amministrativa e politica.

Ritengo, dunque, che sia mio diritto-dovere intensificare l’azione di governo per colmare il tempo perduto, con la consapevolezza di avere sempre agito nell’interesse del territorio. Il rispetto nei confronti della Magistratura sono stati il riferimento e la leva per superare pressioni, più o meno interessate, ed una campagna mediatica che ha provato a deviare il corso naturale del mio mandato amministrativo.

Ho deciso di rimanere al mio posto, non soltanto per difendere le mie ragioni e la trasparenza delle mie scelte, ma soprattutto per salvaguardare l’istituzione Comune. Il problema non è mai stato Daniela Toscano, ma la Sindaca Daniela Toscano, che non è portatrice d’interessi personali e di parte, ma rappresentante di un territorio. Rappresentante espresso da un voto popolare. E’ una vicenda che mi ha sicuramente cambiato dal punto di vista personale, ma che non ha mai intaccato la mia funzione istituzionale. Ecco perché sento ancora più forte e viva la responsabilità di governare il mio Comune fino alla scadenza naturale del mandato. Con un programma votato e voluto dagli elettori ma sempre aperto al confronto per poterlo migliorare e potenziare. Dialogo e rispetto sono sempre stati due cardini della mia attività politica e continueranno ad esserlo soprattutto ora, in questa fase di grande emergenza. Condizione di assoluta incertezza che ha segnato una mia riflessione che pongo all’attenzione della mia comunità. 

Mi sono spesso interrogata su quel che avrebbero potuto subire il Comune e la comunità ericina se avessi deciso di piegarmi alla canea politico-mediatica che ha sfiorato, in alcuni momenti, il linciaggio morale, di fronte alle ripercussioni fortemente negative della nuova ondata pandemica. Un’amministrazione limitata da un commissariamento, previsto per legge, ma sicuramente insufficiente ad affrontare le tante emergenze in atto. Le ragioni della politica non sono, come qualcuno artatamente ed in maniera pretestuosa prova a presentare, alternative o addirittura in contrasto con quelle della giustizia. Sono invece assolutamente complementari ma anche autonome e vanno rispettate nelle reciproche funzioni e legittimazioni. Il resto è soltanto bassa propaganda che rimarrà con il fiato corto e senza futuro. Il mio impegno continua con sentimento, perché chi fa politica, chi amministra, non può permettersi il risentimento”.