Parla Valentina Villabuona: si impone una profonda riflessione sul pd che vogliamo

Da qualche settimana Lei è il Presidente provinciale del PD. Momento molto difficile in questa provincia per una serie di fatti che coinvolgono proprio il PD; mi riferisco a Erice, ma anche alle refluenze trapanesi in consiglio comunale dove il PD ufficialmente non esiste, ma possiamo fare riferimento anche a Favignana, alla stessa Castellamare. In generale qual è il suo giudizio politico?

Non è certamente un momento semplice, tuttavia io penso che bisogna sempre distinguere tra le inchieste, sulle quali siamo e rimaniamo garantisti, e le questioni politiche sulle quali il Pd deve fare scelte chiare e nette.

Io penso che in generale bisogna aprire una riflessione provinciale sul Pd che vogliamo costruire perché, come ho detto durante l’assemblea provinciale, l’unità è più facile ottenerla con un voto che coltivarla dopo e dai primi passi, dai primi passi falsi, evidentemente non mi sbagliavo.

Credo che è urgente affrontare il tema delle coalizioni, del rapporto con le liste civiche e più in generale della ricerca del consenso. Sul Pd che vogliamo costruire è chiaro che una riflessione va aperta a cominciare da  come il Pd si presenta alle elezioni; io credo che non debba mai rinunciare al simbolo e soprattutto su come entra nei consigli comunali.

E’ chiaro che i segretari sono insediati da poco, ma voglio sperare che si sia già avviata una discussione sui gruppi consiliari del Partito Democratico e sulla presenza nelle giunte, soprattutto se riguarda dirigenti del Pd.

Il Sindaco di Trapani sembra avere un conto in sospeso con il PD, sempre critico nei confronti dei ministri, ma anche dei dirigenti provinciali – non tutti – di un partito al quale a giorni alterni, aggiungo secondo le convenienze, dice di appartenere.

Il Sindaco di Trapani è un iscritto del Partito Democratico, sicuramente ha manifestato spesso e pubblicamente critiche molto pesanti, tuttavia non sono io a dover spiegare le motivazioni che lo hanno portato a rinnovare, probabilmente con poca convinzione, la tessera del PD.

Certamente questo non è il nostro governo ma è stato un sacrificio che abbiamo fatto nell’interesse del paese, i nostri parlamentari e i nostri ministri stanno facendo un lavoro importante in un momento delicatissimo, credo che il confronto e le critiche andrebbero poste con spirito costruttivo, diversamente inseguiamo i populisti e sono sicura che nel centro destra sono più bravi di noi.

Torniamo su Erice; avete chiesto un passo indietro al Sindaco di Erice Daniela Toscano che ha risposto sospendendosi dal Pd, ma in realtà anche dentro il Pd sono arrivate le difese d’ufficio ad iniziare dall’On. Oddo, qual è la sua posizione, quale quella del Pd ufficiale?

Come ho detto e ripetuto, la situazione ad Erice era già molto complessa sul piano politico, venivamo da una riunione dove si era provato a ricucire una frattura tra i consiglieri e la sindaca e dove lo stesso assessore, e non è stato il solo, auspicava un azzeramento della giunta per rilanciare l’attività amministrativa che era in una situazione di paralisi anche a causa dei numeri in consiglio.

Da parte nostra non sono quindi mancati gli sforzi per ricomporre sul piano politico amministrativo la frattura nell’interesse della città.

È chiaro che alla luce dei fatti successivi, pur rimanendo garantisti, quando interviene un provvedimento della magistratura che obbliga il sindaco a non poter esercitare le sue funzioni, bisogna prenderne atto e pensare al bene della comunità.

Dispiace che altri, non si concentrino sulla questione politica e ne facciano una difesa d’ufficio ad oltranza, vista l’esperienza e la lunga militanza mi sarei aspettata delle reazioni meno scomposte.

La posizione del Pd è quella che abbiamo espresso nella nota congiunta con il Segretario provinciale, è chiaro che il circolo dovrà riunirsi, alla luce degli ultimi eventi, per decidere come procedere sulla strada già tracciata.

Su Marsala è ormai certa la ricandidatura di Alberto Di Girolamo anche se nel Pd ci sono state, forse ci sono ancora, posizioni diverse. Qualcuno, con sponda trapanese, continua a marciare contro, sembra per assicurare la sconfitta di Di Girolamo

Io credo che quando un Sindaco sostenuto dal Pd con tre assessori in giunta e diversi consiglieri si vuole ricandidare, difficilmente si può andare verso altre soluzioni, sempre che non ci sia un giudizio negativo sulla sua amministrazione.

Ho sempre considerato la candidatura di Alberto Di Girolamo una candidatura autorevole e garanzia di buona amministrazione, credo che quando discutiamo di ricandidature le valutazioni si fanno solo su questi elementi, alcuni mi pare che a Marsala hanno provato ad utilizzare altri parametri.

Stupisce peraltro e non poco che un’altra candidatura civica, sia stata lanciata non da movimenti marsalesi, che poi magari si erano aggregati, ma da dirigenti del Pd di altri comuni, che visti i risultati certamente non hanno agevolato il lavoro di sintesi.

A volte ci si domanda a cosa sia servito fare un congresso, peraltro unitario, dove chi rappresentava l’alternativa ha lavorato fin dall’inizio per l’unità ed altri dal giorno dopo sono andati in ordine sparso.

Sembrerebbe quasi che certe alleanze per alcuni siano state utili solo ai fini congressuali per ottenere qualche posizionamento, perché poi quando si è scesi sulla politica si sono sciolte come neve al sole.

Bisogna invece ringraziare la segreteria di circolo per l’importante lavoro di sintesi che sta portando avanti in un momento così delicato.

Si è concluso a Morgantina il congresso regionale del Pd, inizia un Nuovo Corso?

L’unica soddisfazione per il momento è aver portato in assemblea regionale una nuova classe dirigente che non aveva mai avuto questa occasione e sapere di essere rappresentati anche in direzione regionale.

Tuttavia, avevamo auspicato un cambio di passo e abbiamo lavorato per l’unità in questi mesi.

In realtà a Morgantina mi pare che si sia persa l’occasione di dare l’avvio al nuovo corso.

Un’assemblea regionale che non elegge il Presidente e che non apre il dibattito, ma viene gestita solo con interventi programmati non è esattamente la mia idea di “Nuovo corso”, valuteremo con attenzione i prossimi eventi.

Come giudica i primi passi del Pd provinciale?

In realtà è prematuro dare un giudizio e mancano anche gli elementi per farlo, dal momento che il Segretario è ancora in una fase di organizzazione della sua segretaria.

Chiaramente abbiamo scelto un percorso unitario e con fatica lo stiamo portando avanti, seppure coscienti delle difficoltà che stanno emergendo.

È ovvio anche che non è stato un periodo semplice e condizionato da eventi che non sono politici, ma con cui la politica si deve saper confrontare con scelte chiare e nette ed evitando di essere garantista a corrente alternata, come qualcuno prova a fare sui territori.

Con lo spirito di collaborazione che abbiamo ampiamente dimostrato, valuteremo l’operato del Segretario, ma soprattutto di chi lo ha candidato e probabilmente avrebbe dovuto sostenerlo e faremo le nostre valutazioni come area, consapevoli che è meglio un’area dichiarata che fa politica per il Pd, che tante piccole aree non dichiarate che spesso vanno in ordine sparso e rischiano di agevolare più o meno consapevolmente forme di partito nel partito. 

Aldo Virzì